• Roberta Passa

Stress interview: cosa aspettarsi e come gestirla


La Stress Interview è una metodologia di intervista che, attraverso la creazione artificiale di situazioni stressanti, pone il candidato in una condizione carica di tensione e potenziali avversità attraverso una serie di domande continue, dirette ed imprevedibili, con una serie di interruzioni durante il colloquio per creare ad hoc l’evento stressante.


La logica dietro una stress interview è che il comportamento prodotto dal candidato durante questo momento sarà il modo in cui affronterà simili situazioni complicate come ad esempio conflitti, clienti difficili e sovraccarico di lavoro.


Gli obbiettivi di un colloquio di questo tipo sono diversi: analizzare aspetti della personalità del candidato, determinare la velocità di ragionamento in situazioni di stress, valutare la motivazione per quel determinato ruolo e la prontezza nel trovare soluzioni originali e creative all’evento stressante.


Un esempio di atteggiamento aggressivo da parte de recruiter potrebbe essere un commento negativo alle nostre risposte o lo sminuire i risultati ottenuti durante le nostre esperienze, inoltre il selezionatore potrebbe fingersi poco interessato alle nostre risposte, o fare lunghe pause di silenzio per testare la nostra abilità nel gestire l’imbarazzo.


Ma cosa ci possiamo aspettare durante una stress interview? Quali possono essere le domande intimidatorie e soprattutto quali strategie dobbiamo attuare per performare al meglio delle nostre possibilità e risorse durante un colloquio di questo tipo?


Alcune possibili domande potrebbero essere:


  • Come mai è stato/a licenziato (dando per certo che il termine dell’esperienza di lavoro di cui ci viene chiesto sia stato determinato da un licenziamento e non da una scadenza naturale del contratto o dall’aver cambiato lavoro o ruolo) dal suo ultimo lavoro?

  • Cosa le fa pensare di essere qualificato per questo lavoro?

  • Cosa non le piace dell’azienda per cui lavora?



Durante il colloquio, la stessa domanda potrebbe esserci rivolta più volte, portandoci a ripete più volte la stessa cosa. Il selezionatore potrebbe farci presente di non considerarci un candidato interessante, dovremmo rispondere facendo presente i motivi per cui invece potremmo esserlo e parlando dei nostri punti deboli, sottolineare il nostro interesse a migliorare proprio in virtù dell’interesse per quel determinato lavoro.


Potrebbero dirci di non essere stati chiari nella descrizione dei nostri ruoli precedenti, rilanciamo spiegando che volevamo spiegare nel dettaglio la nostra storia professionale, chiediamo quali sono state le tappe poco chiare e raccontiamo in maniera più sintetica e coincisa i diversi passaggi.


La chiave per gestire al meglio una stress interview è cercare di rimanere calmi: questo tipo di domande raramente hanno una risposta giusta: l'intervistatore vuole valutare come gestiremo le pressioni e le nostre capacità di problem solving, importante è inoltre non rispecchiare il comportamento “aggressivo” del recruiter: dobbiamo essere consapevoli che non saranno tanto le domande a metterci in difficoltà, quanto l’atteggiamento di disinteresse ed indelicatezza mostrato dal recruiter.


Ecco alcune delle strategie che possiamo mettere in atto per affrontare al meglio questo tipo di intervista:


  • Chiedere chiarimenti sulla domanda: chiarire i dubbi prima di rispondere è fondamentale per articolare una risposta chiara ed esaustiva, concentrarci sul contenuto che vogliamo esprimere ci permetterà di non farci influenzare troppo dallo stile comunicativo del recruiter, inoltre chiedere dimostra di non essere spaventati e che si sta ponendo attenzione sui fatti e non sulle emozioni.

  • Parlare con sicurezza di soluzioni/conclusioni mostrando i nostri ragionamenti, dobbiamo dimostrarci proattivi.

  • Raccontare episodi concreti, descrivendo le azioni compiute ed il ragionamento che ci ha portato a metterle in atto.

  • Ridimensionare la situazione: ogni intervista prevede delle domande difficili, le domande che ci verranno poste possono essere simili a quelle delle interviste comportamentali o situazionali quindi la preparazione precedente, che avremmo fatto per sostenere il colloquio è la base della sicurezza che saremo in grado di dimostrare. Cerchiamo di scoprire tutto ciò che possiamo sull'azienda, sui suoi prodotti o servizi e sui suoi principali concorrenti. Se sono disponibili nel web delle politiche aziendali, leggiamole con attenzione. La comprensione dell'etica aziendale ci aiuterà a rispondere a qualsiasi domanda correlata. Assicuriamoci di conoscere a fondo la descrizione del lavoro e se conosciamo il nome del nostro intervistatore facciamo una piccola ricerca anche sul suo background.

  • Non prenderla sul personale: un colloquio di questo tipo non è un attacco a noi come individui: è una tecnica usata per dimostrare come reagiamo sotto pressione, cerchiamo sempre di concludere l'intervista con un'osservazione positiva.


La stress interview quasi mai è l'unico colloquio a cui si sottopone un candidato: è una metodologia che porta diversi dubbi, il suo approccio così “aggressivo” potrebbe impedire un fluido scambio di informazioni e quindi inficiare il risultato del colloquio. Per superare questo limite spesso viene adottata una tecnica mista: all’inizio si imposta un colloquio in un modo cordiale poi, acquisite e fornite le informazioni utili perché sia possibile valutare reciprocamente la coerenza dell'offerta, si inverte rapidamente rotta cambiando stile di comunicazione.


Teniamo sempre in mente che questa metodologia è finalizzata ad uno scopo specifico e non è una vera rappresentazione del nostro intervistatore o dell'azienda nel suo insieme. Come con qualsiasi tipo di intervista, la chiave del successo è la preparazione e la pratica. Affrontare qualsiasi situazione stressante che potrebbe sorgere sarà molto più facile se siamo sicuro fin dall'inizio della nostra preparazione.


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